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Laboratorio Fotografico “Disegni di Luce”

Nel 2019 insieme a SoundLab APS ho partecipato ad un bando finanziato da Fondazione Carisbo per concretizzare un’idea che ci macinava in testa da anni: dare vita ad un laboratorio fotografico permanente gratuito rivolto ai giovanissimi.L’ambizioso progetto prevedeva l’acquisto di attrezzatura e la creazione di un network di giovani interessati al linguaggio delle immagini, che volessero intraprendere un percorso creativo con la guida di una figura che gravita da anni nel settore. Il laboratorio si prefiggeva di fornire nozioni tecniche di base volte a rendere gli studenti liberi di esprimersi e consapevoli delle enormi potenzialità del mezzo. Partendo da questo presupposto si è cercato di mettere in evidenza il lato creativo e l’espressività di ogni partecipante e di realizzare uno spazio aperto al dialogo sul tema fotografico. Non sono mai stata convinta di riuscire ad insegnare qualcosa, ma ferma nel pensare che avrei potuto dare degli spunti ad appassionati che sono solo all’inizio

Purtroppo l’emergenza Covid ci ha colti alla sprovvista a metà del nostro percorso, costringendoci ad interrompere gli incontri a fine febbraio, con ancora molta strada da fare. Bisognava cambiare rotta e ripensare a come andare avanti nel nostro progetto. Pensai allora di assegnare un nuovo tema che ci coinvolgeva tutti: l’isolamento in quarantena. 

La reclusione dovuta all’emergenza ci ha dato l’opportunità di raccontare una storia unica, con la possibilità di sviluppare i contenuti più che la forma, di utilizzare qualsiasi mezzo pur di interpretare attraverso le immagini quella che era diventata una quotidianità distorta. Chi non ha avuto la possibilità di utilizzare una fotocamera ha scattato con un semplice smartphone, non aveva importanza. Rilevante era invece rispecchiarsi nelle immagini per proiettarsi di nuovo fuori, nel mondo. La fotografia come terapia, per esprimere ed alleviare dolori e paure in un momento di estrema difficoltà.Alla consegna degli scatti, ho ritrovato nel lavoro dei ragazzi un approccio molto sensibile e delicato. Chi ha utilizzato il mezzo per lavorare su di sé con l’autoritratto, chi ha preferito avvalersi della fotografia per redigere un vero e proprio diario di quelle giornate oziose, chi ha provato ad abbattere i muri della solitudine fotografando sul terrazzo di casa o congelando attimi di una videochiamata alle amiche. 

Daniela Guccini

Progetti dei partecipanti

GESSICA GATTARI

Privata dalla reclusione della possibilità di guardarmi attorno per trovare ispirazione in soggetti esterni, ho capito che era il momento giusto per guardare me stessa.Il mio progetto “Mappe Corporee” nasce dalla volontà di sperimentare un mondo a metà tra il surreale e tangibile, creando mappature alternative della fisicità.Un corpo fuso in maniera inedita ma seguendo le linee naturali che esso stesso proponeva. Sovrapposizioni che alla fine, trovano un senso.Ho utilizzato il bianco e nero sia perché ho voluto concentrarmi sull’accostamento delle linee piuttosto che sui colori, sia perché trovo che sia il cromatismo più adatto all’introspezione.In qualche modo, con queste foto, forse ora mi conosco un po’ di più.

ENEA ASTOLFI

Questo trittico di foto, scattato durante il periodo di quarantena, vuole trasmettere il peso del non avere contatti col mondo esterno. Per me la quarantena è stata un periodo molto difficile in quanto star serrato in casa mi ha portato a pensare molto, le giornate sembravano tutte uguali e avevo perso totalmente la mia routine. Per molte persone è stato simile, ci siamo ritrovati senza quasi preavviso a dover passare giornate intere chiusi in noi stessi. Ho cercato di trasmettere questa riflessione con queste foto, di cui la prima rappresenta il cerchio dei pensieri fulminanti che arrivano senza preavviso, facendoci trascendere in una dimensione dove le nostre riflessioni prendono il sopravvento sulla realtà. La seconda rappresenta il momento di realizzazione del pensiero, l’attimo in cui diventa reale, entra come un proiettile nella testa, ci lascia senza parole, senza espressione. Per infine tornare nella realtà, il pensiero si disperde portandosi con sè la nostra forza, ci lascia per tornare in un altro momento.

DEBORA LAMBERTA

Siamo nel 2020. Abbiamo attraversato, e in un certo senso stiamo ancora attraversando, un momento storico importante, un periodo che ci porteremo dietro per tutta la nostra vita, così come porteremo con noi le conseguenze che tutto ciò ha causato, sia a livello mentale che economico.Sono una studentessa lavoratrice di 25 anni che da un giorno all’altro si è ritrovata ad essere costretta in casa, senza poter lavorare, senza poter vedere la propria famiglia, i propri affetti. Ognuno di noi si è ritrovato faccia a faccia con le proprie emozioni, 24h su 24; in molti hanno cercato dei passatempi, dei sovversivi per far passare in fretta quei giorni, non io.Faccio parte di quella schiera di persone che hanno vissuto la quarantena cercando di far scorrere il tempo in qualche modo, pensando e ripensando: a me stessa, a ciò ce desidero e a ciò che invece dovrei lasciarmi alle spalle perché non è per me, non fa per me.Ho voluto immortalare numerosi momenti del mio lock-down, alcuni banali, altri meno; ho pensato e ripensato alle parole da utilizzare per spiegare il significato che ogni singola foto ha per me, ma mi hanno insegnato che la fotografia non si spiega, che il messaggio arriva se deve arrivare, altrimenti non hai fatto un buon lavoro. D’altronde sono una persona di poche parole ed esprimere le mie emozioni mi è sempre stato difficile, soprattutto quando queste vengono amplificate.E dunque: ecco, in 60 immagini, la semplicità e la quotidianità della mia personalissima quarantena a causa dell’ormai famosissimo CORONAVIRUS.Un grazie speciale a Daniela per avermi dato la possibilità di esprimere in qualche modo ciò che tutto questo strano periodo ha significato per me e per avermi dato, nel corso del percorso laboratoriale, la possibilità di capire un po’ di più una parte di me stessa.

FRANCESCA DE LUCA

Le forme e i colori di questi ritratti chiamano a gran voce l’estate, una stagione brillante e densa di vivacità. Affiancare questa esplosione di colori a soggetti che esprimessero con i loro volti felicità e spensieratezza era il fine ultimo. Tuttavia il particolare e delicato periodo che ognuno di noi, a modo suo, ha trascorso, ci ha trasmesso stanchezza interiore e monotona malinconia. Da questi sentimenti contrastanti e dalla mancanza di libertà nascono su uno sfondo monocromatico volti ed espressioni spigolosi e nostalgici Resi più morbidi e leggeri dai frutti che con le loro dolci forme sanno trasmetterci la bellezza della natura da cui quotidianamente il nostro cuore trae giovamento.”Non ci può essere nessun oscura malinconia per chi vive in mezzo alla natura e ai suoi sensi sereni” Henry David Thoreau

ILARIA DI PASQUA

L’idea di scattare foto alla mie amiche tramite una web cam è nata un po così per caso, ma anche inspirandomi a tanti fotografi che su Instagram stavano facendo la stessa cosa.Alla fine mi servivano delle amiche, una connessione e un pc e mi sono detta: perché non provarci?
Le prime foto scattate furono un successo perché ci divertimmo molto a farle, visto che la cosa più entusiasmante successa in quei giorni era portare fuori la spazzatura.Passavo il tempo così, a chiedere alle mie amiche di mettere il telefono in posti della casa che mai si erano immaginate e io che poi creavo collage con le immagini che avevo acquisito.Un modo per portare un pò di leggerezza e distrazione in un momento molto duro per tutti.

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